“I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’ sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente: indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di servizi segreti, responsabilita’ nelle stragi.. responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani…” Pier Paolo Pasolini (1975)

giovedì 5 gennaio 2017

In Belgio si sperimenta la repressione giudiziaria



















Gli esperimenti avanzati dell’oligarchismo neo liberista continentale vengono condotti in Paesi marginali, dove insieme a maggiore facilità di manovra, hanno meno probabilità di arrivare alle cronache mainstream, di essere conosciuti nel dettaglio, di suscitare reazioni negative nell’opinione pubblica o di avere effetti destabilizzanti per l’Eu e il sistema occidentale in caso di fallimento. E’ stato così per la riduzione in schiavitù della Grecia che, a differenza dei Paesi baltici, messi assai peggio, ma necessari per stringere alla gola la Russia, poneva meno problemi geopolitici in caso di insuccesso, è stato così per le nuove regole bancarie, comprendenti il bail in, testate nella piccola Cipro ed è così anche per il Belgio dove in silenzio viene portata avanti l’ingegneria legislativa antiterrorismo in modo da essere assolutamente disponibile anche in caso di rivolte sociali.

In Belgio si sperimenta la repressione giudiziaria Di ilsimplicissimus


Il Belgio che ha partecipato alla battaglia di Aleppo con i terroristi anti Assad e che ha contribuito alla strage di 200 civili siriani ignobilmente tenuta nascosta ai cittadini europei dai contaballe di tv e giornali, non ha la possibilità costituzionale di indire uno “stato di urgenza” come in Francia dove è possibile nascondere sotto il mantello dell’emergenza l’umiliazione delle liberà fondamentali, così si è agito direttamente sulla legislazione normale deformandola al punto da essere lontanissima dalla radice del diritto. Nella sostanza un mese fa, la Camera ha approvato una legge per la repressione del terrorismo che

  1. non definisce cosa sia da considerare terrorismo, lasciando aperta ogni possibilità definitoria per ogni occasione
  2. punisce chiunque partecipi anche inconsapevolmente all’attività di un gruppo terrorista avendo solo la “possibilità di sapere ” di poter contribuire a dei crimini
  3. punisce non solo i fatti o la preparazione dei fatti ma anche l’intenzione di commettere fatti, naturalmente secondo un giudizio del tutto soggettivo degli inquirenti, ovvero del potere esecutivo. Così si può essere sbattuti dentro senza aver commesso nulla di illegale, ma solo sulla base di un giudizio arbitrario che non comprende nemmeno, come in altri legislazioni, un elenco preciso di quali atti consequenziali e legati fra di loro possano essere considerati come preparatori di un’azione terroristica.
  4. viene invertito l’onere della prova in modo che non sia il potere pubblico a dover dimostrare il coinvolgimento di una persona, ma quest’ultima a dover dimostrare la sua estraneità.

Tutto questo era stato respinto dal Parlamento belga nel 2013, ma dopo gli attentati e le cacce all’uomo condotte alla Clouseau, è passato liscio liscio, anche perché i cittadini sono psicologicamente portati a pensare che si tratti di misure che riguardano i terroristi mussulmani, quelli che lasciano i documenti in bella vista e che vengono regolarmente sentiti gridare Allah akbar, come fosse un marchio di fabbrica, ma non che la stessa legge possa essere applicata a loro stessi, magari anche a chi partecipa ad una manifestazione un po’ agitata. Per fare un esempio nostrano pensate alle grottesche accuse di terrorismo imbastite per difendere il malaffare dietro la Tav: con la legge belga fresca di stampa chiunque avesse comprato un pennarello per scrivere un cartello di protesta fosse pure una zia di un pacifico No tav sarebbe finito dietro le sbarre.

Zitti zitti, piano piano si stanno alterando le basi stesse della giurisprudenza, con la soggettivazione del diritto penale per poter affrontare in qualche modo l’ondata di protesta che si prepara, intimorire e reprimere chiunque, colpire i cosiddetti popolisti: si comincia dall’informazione non allineata e si finisce con l’attacco alle libertà private con il pretesto di un terrorismo così funzionale al disegno oligarchico da apparire ambiguo se non sospetto. Del resto dopo la cattura di un centinaio di ufficiali occidentali sorpresi ad Aleppo a fare da stato maggiore dei jihadisti reclutati un po’ dovunque, in Libia, ma anche in Europa contro Assad e il popolo siriano, lo scenario, la cornice del terrorismo sul nostro continente cambia radicalmente aspetto.


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