“I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’ sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente: indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di servizi segreti, responsabilita’ nelle stragi.. responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani…” Pier Paolo Pasolini (1975)

mercoledì 18 maggio 2016

L’imminente rientro degli aerei russi in Siria




















Di Valentin Vasilescu. Mentre la Russia aveva deciso, dopo la cessazione delle ostilità conclusa con gli Stati Uniti, di ritirare i bombardieri dalla Siria, è costretta a tornare sul campo di battaglia, perché Washington violando gli impegni, continua ad inviare armi sofisticate ai jihadisti, anche di al-Qaida e SIIL. In ultima analisi, la portaerei Admiral Kuznetsov sarà schierata a luglio.



Anche se la Russia non ha aerei di quinta generazione, i suoi bombardieri sono stati molto efficaci nella campagna semestrale in Siria.

Tuttavia, dopo che Russia e Stati Uniti decidevano la cessazione delle ostilità dal 27 febbraio 2016, il Presidente Vladimir Putin ordinava il rientro di 46 dei 56 aerei Su-24, Su-25, Su- 30, Su-34 e Su-35 schierati nella base aerea di Humaymim. Il rientro era fuorviato. Infatti, in violazione degli impegni, gli Stati Uniti hanno continuato a fornire armi sofisticate ai jihadisti, anche di al-Qaida e SIIL [1]. Così, dopo la liberazione di Palmyra, l’Esercito arabo siriano non ha avuto la possibilità di continuare l’offensiva contro lo Stato islamico a Raqqa e Dayr al-Zur [2], subendo pesanti perdite contro al-Nusra (al-Qaida in Siria) nella regione di Aleppo.



Inoltre, in un mese, l’Aeronautica siriana ha perso tre aerei da combattimento (MiG-21, MiG-23 e Su-22), abbattuti nel nord della Siria da missili terra-aria portatili degli islamisti, introdotti in grandi quantità nel Paese dopo l’entrata in vigore della cessazione delle ostilità. Perciò l’Aeronautica siriana non bombarda più di 10 obiettivi islamisti al giorno, insufficienti per le truppe a terra. L’Esercito arabo siriano si trova in una situazione delicata, e tuttavia l’esercito russo è limitato dall’ordine del Presidente Putin di ritirare i bombardieri dalla Siria per motivi economici e di bilancio. Non sembra che la proposta del comandante delle Forze Aeree russe, Generale Viktor Bondarev, di provare i nuovi aerei Jak-130 della Siria in missioni di attacco al suolo, sia stata accettata dal Cremlino [3].

L’unica opzione che ha avuto successo è stato il dispiegamento della portaerei Admiral Kuznetsov nel Mar Mediterraneo, vicino alle coste siriane. Il problema è che la portaerei, dal 2015 in riparazione e modernizzazione nei cantieri navali Sevmash di Severodvinsk, doveva essere consegnata alla Marina russa a fine 2016. L’aggiornamento è l’adattamento della portaerei all’impiego dei nuovi MiG-29K/KUB, al posto dei vecchi su-33. I piloti della portaerei si sono addestrati lo scorso anno a far decollare e atterrare i MiG-29K/KUB su piste appositamente attrezzate che imitano il ponte della portaerei (Nitka) a Saki (Evpatorija – in Crimea) e Ejsk (sul Mare d’Azov).



La portaerei Admiral Kuznetsov (Proekt 1143), propulsa da turbine a gas e dal dislocamento di 65000 tonnellate, fu varata nel dicembre 1990 dai cantieri 444 di Sud Nikolaev, nell’allora Repubblica Sovietica dell’Ucraina. Fu progettata per trasportare 52-55 aerei ed elicotteri. L’Admiral Kuznetsov è armata con 8 sistemi di artiglieria antiaerea AK-630 (2x30mm), 18 lanciamissili antiaerei 3K95 Kinzhal, 12 lanciamissili antinave P-700 Granit (620 km di gittata, velocità Mach 2,5) e due lanciamissili antisom UDAW-1.

Il Ministro della Difesa della Federazione Russa ha detto che le riparazioni della portaerei finiranno il 1° luglio 2016. Quindi non solo imbarcherà MiG-29K/KUB, ma conserverà parte dei Su-33. La nuova configurazione disporrà di 12 velivoli multiruolo Su-33, 28 aerei multiruolo MiG-29K/KUB, 4 aerei d’addestramento e attacco al suolo Su-25UTG/UBP e 8 elicotteri antisom Ka-27. I Su-33 e MiG-29K/KUB imbarcati dalla portaerei non potranno trasportare più del 30-40% della quantità massima di armi e carburante (6-9 t). Tuttavia, questa limitazione non impedisce di ottenere sui bersagli gli stessi effetti dei bombardieri Su-24 e Su-34 che operavano in Siria. Infatti, Su-24 e Su-34 erano armati ciascuno di 2 bombe KAB-250S/LG da 250 kg o KAB-500L/Kr da 500 kg o KAB-1500L/Kr a guida laser, videocamera o GPS, o di missili aria-terra Kh-29L/T o Kh-25T a guida laser o video. Progettati per le missioni di caccia, Su-33 e MiG-29K/KUB disporranno di più missili aria-aria a breve e medio raggio.

La portaerei russa è sufficiente a colpire i jihadisti che operano in Siria, ma non può affrontare con lo stesso effetto una delle 11 portaerei nucleari degli Stati Uniti dal dislocamento superiore alle 100000 t e con a bordo 78 aerei (F/A-18E/F, EA-18G, E-2) e 12 elicotteri SH-60F. L’Admiral Kuznetsov non è l’unica portaerei che imbarca MiG-29K/KUB. La portaerei ex-russa Admiral Gorskov, dal dislocamento di 43000 t, è stata ricostruita e modernizzata nei cantieri navali di Severodvinsk, ed è entrata nella Marina indiana nel 2014 con il nome di Vikramaditya, imbarcando 36 velivoli: 26 caccia MiG-29K/KUB e 10 elicotteri Kamov Ka-28/31.
Valentin Vasilescu Traduzione
Alessandro Lattanzio
(Sito Aurora)

Letto Su Voltairenet.org

http://www.voltairenet.org/article191807.html