“I politici dovrebbero essere accusati di una quantita’ sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente: indegnita’, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di servizi segreti, responsabilita’ nelle stragi.. responsabilita’ della degradazione antropologica degli italiani…” Pier Paolo Pasolini (1975)

domenica 20 marzo 2016

CounterPunch: Il Diavolo e la Clinton
















Questo post su CounterPunch lancia un atto d’accusa contro l’establishment politico americano —tanto Repubblicano quanto Democratico— che dopo avere spremuto e impoverito la classe lavoratrice e la classe media per quarant’anni, dopo avere spinto la competizione al ribasso tra lavoratori tramite gli accordi “di libero scambio” (come il NAFTA), dopo avere intrapreso ogni genere di aggressione e guerra fomentando esodi di profughi e terrorismo internazionale, ha l’ipocrisia di fingere sorpresa e preoccupazione di fronte all’avanzata di Trump, dell’esasperazione xenofoba e antipolitica. In tutto ciò, Trump è un perfetto figlio di quella ristretta classe sociale di straricchi, di quell’uno percento tutelato e coccolato per decenni dallo stesso establishment.


di Rob Urie, 18 marzo 2016 Con tutto l’inchiostro versato su quel buffone neofascista, nonché probabile prossimo Presidente degli Stati Uniti, di Donald Trump, si è detto ben poco di sensato sulle circostanze che stanno fomentando la sua candidatura. L’America è da sempre il paese degli stravaganti ricconi bianchi razzisti e xenofobi. Talvolta li si cita perfino tra i Padri Fondatori. In tempi normali, indipendentemente da cosa ciò possa significare, le candidature di eccentrici stravaganti come Trump sono limitate dal fatto che la gente è occupata a farsi la propria vita. Ma dopo quaranta anni di eviscerazione economica della classe media e della classe lavoratrice americana, tramite un’accuratamente orchestrata competizione al ribasso con i lavoratori di oltre confine, a un ampio numero di persone non resta più una propria vita di cui continuare ad occuparsi. continua su VOCIDALL'ESTERO

http://vocidallestero.it/2016/03/19/counterpunch-il-diavolo-e-la-clinton/